17/05/2012 - 21:24






 
Altri Generi
16/01/2006 - 12:00
Play 2.0 di Jaime D'Alessandro
jaime : eccomi
il_beppe : pure io
il_beppe : sono un dilettante della parola, quindi aspettati domande stupide ;p
jaime : io sono un dilettante delle risposte, tranquillo
il_beppe : asd
jaime : vuoi farla via icq?
jaime : o via telefono?
il_beppe : via icq ho gia' tutto scritto e vo di cut &paste
play 2.0 : perche' lo hai scritto e per chi
jaime : direi di averlo scritto in primo luogo per me. Dopo tutte quelle ore passate online era il minimo.
Credo però che si rivolga soprattutto agli altri... quelli lì fuori che non giocano
jaime : Ho dato per scontato che ai videogiocatori, soprattutto chi frequenta la Rete e i mmorpg,
un libro del genere possa interessare. Ma la scommessa e' parlare agli altri appunto
jaime : dovrai poi mettere le mani sul testo e dare un'occhiata agli errori di battitura, mi raccomando
il_beppe : devo dire che lo sforzo ha prodotto un risultato apprezzabile : hai condensato storia dell'informatica,
dei videogiochi e aspetti "umani" di entrambe in un libro di facile lettura ... hai avuto feedback da quelli "che stanno fuori" ?
jaime : si, diversi. Alcuni sono rimasti a bocca aperta. Mi hanno detto che non pensavano accadessero cose del genere online
e che non sapevano che la storia della Rete fosse correlata in questo modo con la storia della nostra cultura e della nostra immaginazione
jaime : altri invece mi hanno semplicemente detto di non aver capito nulla o quasi
il_beppe : asd
jaime : Nel complesso però i commenti sono stati molto positivi. Ovviamente questo è quel che mi hanno detto
poi magari parlandone agli amici hanno invece affermato che è un libro orrendo
jaime : non posso saperlo
il_beppe : una cosa su cui punti il dito nel libro e' che nel gioco online, l'eta' media e' abbastanza alta
e le estrazioni sociali e culturali sono molto varie ... e' cosi' solo per l'online, o anche per l'offline ?
(da leggersi come : c'e' dunque una speranza per noi vecchie cariatidi di non sentirci degli eterni bambini con le mani pacioccose sporche di nutella? )
jaime : Correggo la frase di prima, non immaginazione ma immaginario collettivo. Si, credo che sia vero soprattutto per l’online più che per l’offline.
Perché è evidentemente un’esperienza sociale più complessa, articolata e affascinante. Quindi più adatta anche, ma non solo, agli adulti.
Riguardo al sentirsi eterni bambini…
jaime : Penso che sia una condizione da difendere. Il problema è che non credo i videogame possano oggettivamente spingersi molto più avanti di così.
Mi spiego: chi è nato con i giochi elettronici continua a giocare o magari riprende proprio perché ha dei bambini con i quali
si relaziona anche attraverso i videogame. Quindi in futuro ci saranno più generazioni che giocheranno.
Quelle però che oggi guardano con sospetto i videogame continueranno a farlo e non credo che si riuscirà mai a coinvolgerli.
jaime : I videogame sono un medium che crea divisioni ma unisce orizzontalmente persone che vengono da culture diverse
il_beppe : beh, gia' la nostra generazione ha un approccio diverso con questo "nuovo" mezzo, credo che la familiarita' delle nuove leve
abbassera' di molto la soglia
jaime : divisioni generazionali intendo
il_beppe : penso al babbo di nereid, che si e' giocato quake da solo appena iniziato a usare il computer ...
e non sapendo che c'e' la possibilita' di salvare ...
il_beppe : ovviamente finendolo ...
jaime : Si appunto…
le nuove generazioni daranno per scontati i videogame, sono le altre… diciamo chi oggi ha più di quaranta anni che in genere non gioca,
soprattutto da noi. E quelle generazioni credo resteranno fuori da questo mondo o al massimo lo guarderanno con interesse ma da lontano
il_beppe : beh, si', ma forse e' un discorso relativo a tutta l'informatica, no ?
jaime : In parte. Il Pc ormai sono in tanti che lo usano. Basta pensare all’amministrazione pubblica.
I videogame non hanno avuto la stessa diffusione.
il_beppe : sinceramente ho sempre pensato che le console, grazie alla bassissima soglia di accesso, sarebbero state importanti per lo sviluppo
del gioco online, e invece, finora, mi pare che non siano riuscite a sfondare ... come mai ?
il_beppe : penso alle console perche' sono tantissimi i non informatizzati (anche avanti con gli anni) che ci giocano, credo
jaime : E’ stata almeno fino ad ora una grande illusione. Non so se te lo ricordi, ma ai Wcg del 2001 (era il 2001?), tutti pensavano che
il gioco online con le console sarebbe esploso. Invece è successo esattamente il contrario. Si è ingrandito su Pc.
Penso ovviamente al caso di World of Warcraft. I motivi sono tanti. La difficoltà di accesso (registrarsi su Ps2 era un inferno),
la diffidenza (su Xbox Live bisognava dare la propria carta di credito), forse anche il fatto che molti giocano per rilassarsi per cinque minuti magari con un videogame di corse
il_beppe : vero
jaime : E non hanno voglia di collegarsi per essere magari mazzolati da giocatori di mezzo mondo.
Francamente non so… però ormai sembra chiaro che la percentuale di chi gioca online su console sarà comune sempre bassa
rispetto alle console vendute, a meno che non si cambi atteggiamento e non si veda l’online attraverso le console non solo
come un modo per giocare.
il_beppe : vero : io personalmente ho sempre giocato online -anche- per giocare, ma anche perche' sono sempre stato intrigato
dall'aspetto umano (imprevedibilita', possibilita' di trovare chiunque ... )
il_beppe : che solo il gioco in rete puo' dare

il_beppe : da giocatore online di vecchia data, quali sono le cose belle che hai trovato nel gioco, e quali quelle meno belle
(penso al capitolo "l'allievo e il maestro") ?
jaime : Cose belle davvero tante. Ne ho la memoria piena. Momenti bruttti…
Beh, quando nei giochi di ruolo di massa si arriva alla ripetizione perché chi li ha inventati non sa più come gestirli.
Cose tipo: avete fatto per 150 volte un’istanza per ottenere una stupida arma di altissimo livello e ora vi facciamo perdere altrettante
ore di gioco… E’ fastidioso. Mi da l’idea che alla fine buona parte delle software house davvero non si rende conto delle potenzialità
del gioco online e tratta i giocatori come un branco di scimmie da intrattenere.
jaime : E qui arriviamo al punto che hai appena toccato: imprevedibilità, diversità, relazioni umane, intrattenimento.
E’ questo il gioco online, solo che gestirlo non è facile. Di qui le istanze da ripetere 350 volte…
Scusa l’acredine ma ho un rapporto di odio amore con i mmorpg e con Wow in particolare J
il_beppe : asd, in effetti ...
il_beppe : c'e' da dire pero' che anche le istanze sono pesantemente influenzate da chi le fa ... insomma, non e' proprio come lavorare
in catena di montaggio ... per quello c'e' il grinding
il_beppe : ascoltare teamspeak , pero', o leggere le chat in game, a volte e' meglio che andare al cinema
jaime : si però... che assenza di idee... per non parlare di come viene gestito il sistema economico... vabbè, lasciamo perdere
il_beppe : e dal punto di vista umano?
jaime : Ho conosciuto tante persone, alcune sono diventati degli amici veri. Ho conosciuto gente che altrimenti non avrei mai incontrato.
Un’esperienza comune a chiunque abbia frequentato il gioco online. Banale se si vuole, ma per me importante.
Non so, mi viene in mente quel coltivatore diretto australiano che conobbi in Star Wars Galaxies… o ancor di più un mio amico di roma,
che è nato però in Cina. Senza Daoc non saremmo mai entrati in contatto… Si, hai ragione, le chat e Ts a volte son meglio di un film di Hollywood
il_beppe : rimango sempre un po' basito quando scopro che gente famosa gioca online ... oltre ad ammanniti (che ti ha scritto l'introduzione
del libro con un miniracconto molto bello) so che marco marzocca ( http://www.marcomarzocca.com/home.htm ) era un giocatore accanito
di counter strike ... conosci qualcun altro che potremmo trovarci di fronte in un server ?
jaime : Si, Busta dei Subsonica, Frankie Hi-Nrg credo che giochi… poi sicuramente Tozzo e Nitto, voce e batteria dei Linea 77,
il Dj Fish… ma ce ne sono altri ancora.
Commenti:
Commento di: djmc26
#1 - 22/01/06 - 13:17

GRANDISSIMA NIUS !! E GRANDISSIMO BEPPE IN VERSIONE PAPa' GIORNALISTA !!!

GG !!!